Truffe e frodi

Falsi recruiter: come riconoscere un recruiter o un'offerta di lavoro truffa

Risposta rapida

Un recruiter è probabilmente falso se ti contatta all'improvviso via SMS, WhatsApp o Telegram, offre paghe alte per lavori semplici, ti assume senza un vero colloquio o ti chiede di pagare, incassare un assegno o comprare attrezzature. Per verificarlo, trova da solo la pagina "Lavora con noi" ufficiale dell'azienda, controlla che l'email del recruiter usi il vero dominio aziendale e chiama il centralino per chiedere se quella persona lavora lì. Non pagare mai per ottenere un lavoro.

Numeri chiave

  • 362,9 milioni di dollaripersi per frodi legate al lavoro segnalate all'FBI nel 2025, in 24.688 denunceFBI IC3 2025 Internet Crime Report
  • 1 su 3tra chi nel 2025 ha perso denaro con una truffa su lavoro o opportunità di business dice che è iniziata sui socialFTC Data Spotlight, aprile 2026
  • Da 90 a 501 milioni di dollaril'aumento delle perdite segnalate alla FTC per truffe su lavoro e agenzie per l'impiego dal 2020 al 2024FTC, marzo 2025
  • 237%l'aumento dei casi di truffe sul lavoro con pagamento anticipato registrati da Lloyds Bank nel 2025, con una perdita media di 1.420 sterlineLloyds Bank, agosto 2025

Un recruiter ti ha scritto per una posizione che sembra quasi troppo bella: da remoto, flessibile, ben pagata, e vuole chiudere in fretta. Magari il messaggio è arrivato via SMS o su WhatsApp. Magari è un profilo LinkedIn curatissimo con il logo di una grande azienda. Non vuoi perderti un'occasione vera, ma non vuoi nemmeno consegnare documento d'identità, dati bancari o soldi a uno sconosciuto. Prima di rispondere, conviene capire se hai davanti uno dei tanti falsi recruiter che propongono offerte di lavoro truffa.

Il rischio è concreto. Nel 2025 le persone hanno denunciato all'FBI perdite per 362,9 milioni di dollari legate a frodi sul lavoro, in 24.688 segnalazioni. Il Risk Report 2025 del BBB ha classificato le truffe sul lavoro come il secondo tipo di truffa più rischioso, con una perdita mediana di 1.000 dollari per chi ha pagato. Ecco come distinguere un recruiter vero da uno falso, e come verificarlo in circa cinque minuti.

Come capire se un recruiter è falso?

Un falso recruiter di solito salta i passaggi che una vera selezione non può evitare: una candidatura, un colloquio vero, un'email aziendale verificabile e documenti che arrivano dopo un'offerta, non prima. I recruiter veri vogliono che tu li verifichi. Quelli falsi vogliono che tu vada di fretta e resti dentro una chat.

  • Ti hanno contattato loro per un lavoro a cui non ti sei mai candidato, via SMS, WhatsApp, Telegram o messaggio privato sui social.
  • La paga è alta per un lavoro vago e semplice: "ottimizzare app", "spingere prodotti", recensire hotel, mettere like ai video.
  • Vieni assunto dopo una breve chat, senza videocolloquio o con un semplice "colloquio via chat".
  • L'email arriva da Gmail, Outlook o da un dominio che somiglia a quello vero, non dal dominio del sito ufficiale dell'azienda.
  • Ti chiedono di pagare formazione, un kit di benvenuto, un software, un controllo dei precedenti o un visto.
  • Ti mandano un assegno per comprare attrezzature dal "loro fornitore".
  • Vogliono il tuo numero di Social Security o di National Insurance (in Italia, il codice fiscale), una foto del documento o le coordinate bancarie prima di un'offerta scritta.
  • Ti chiedono di scaricare un'app, un test di programmazione o una "correzione per la videochiamata" da un link che ti mandano loro.
  • Insistono perché tu non ne parli con nessuno, decida oggi o lasci il sito di annunci per passare a un'app di chat.

La regola della FTC è la più facile da ricordare: "Non pagare mai per essere pagato o per ottenere un lavoro."

I recruiter veri ti contattano su WhatsApp o via SMS?

Un recruiter vero può scriverti via SMS o su WhatsApp dopo che ti sei candidato o ci hai già parlato, ma un'offerta di lavoro inattesa da un numero sconosciuto è quasi sempre una truffa. L'avviso della FTC di aprile 2026 lo dice chiaramente: i veri datori di lavoro non ti contatteranno mai in quel modo, con messaggi di lavoro generici e inaspettati. Non rispondere "SÌ" o "INTERESSATO": serve solo a confermare che il tuo numero è attivo.

Molte truffe sul lavoro nascono sui social. La FTC ha rilevato che una persona su tre tra quelle che nel 2025 hanno perso denaro con una truffa su lavoro o opportunità di business dice che tutto è cominciato sui social. Nel Regno Unito, Lloyds Bank ha rilevato che il 53% dei suoi casi di truffa sul lavoro è partito dai social, spesso per poi spostarsi su Telegram o WhatsApp.

Ecco un tipico primo messaggio, ricostruito dagli avvisi della FTC e delle banche:

Ciao, sono Emma di un'agenzia per il lavoro. Il tuo profilo è perfetto per una posizione part-time da remoto. 60 minuti al giorno, da 150 a 400 dollari al giorno, pagamento settimanale. Posso mandarti i dettagli su WhatsApp?

Che cos'è una task scam?

Una task scam è un finto lavoro in cui ti pagano piccole somme per svolgere "compiti" online ripetitivi, poi ti dicono di versare soldi tuoi, di solito in criptovalute, per sbloccare altro lavoro o prelevare quello che hai "guadagnato". In Italia se ne parla anche come "truffa del mi piace". È la truffa sul lavoro che la FTC ha visto crescere più in fretta: nel suo campione di segnalazioni del 2020 le task scam non c'erano, ma nel primo semestre 2024 erano il 38,8% delle segnalazioni di truffe sul lavoro, circa 20.000 segnalazioni.

Lo schema è sempre simile. Ricevi le credenziali per una dashboard dall'aspetto professionale. Un "formatore" ti guida attraverso serie di compiti. All'inizio potresti ricevere un pagamento vero, da 5 a 20 dollari, per conquistare la tua fiducia. Poi un "compito combo" manda il saldo in negativo e ti dicono di ricaricarlo per continuare. Ogni versamento porta a un'altra commissione. Il saldo sullo schermo non è mai stato reale.

Se un'azienda ti manda un assegno, è una truffa?

Sì, se ti chiede di incassarlo e di girare parte dei soldi a un fornitore, a un "collega" o in carte regalo. La FTC spiega che l'assegno verrà respinto, spesso giorni dopo che la banca ti ha mostrato i fondi come disponibili, e dovrai restituire alla banca l'intero importo. I veri datori di lavoro comprano l'attrezzatura direttamente per te o ti rimborsano in busta paga dopo che l'hai comprata tu.

Due parenti stretti della truffa dell'assegno falso: il reshipping (ricevere pacchi e rispedirli, che secondo la FTC non è mai un lavoro vero) e il payment processing (ricevere soldi sul tuo conto e trasferirli altrove). Spostare denaro per conto di altri può fare di te un money mule, cioè un intermediario nel riciclaggio, ed è un reato anche se non lo sapevi.

Come verifico che un recruiter sia vero?

Verifica separatamente il recruiter e l'azienda, usando contatti che trovi tu, mai quelli che ti hanno mandato. Questa procedura richiede circa cinque minuti.

  1. Trova l'offerta sul sito dell'azienda. Cerca solo il nome dell'azienda (non il link che hai ricevuto) e vai alla pagina "Lavora con noi". Se la posizione non c'è, chiedi alle risorse umane se esiste. L'FBI avverte che le offerte false possono comparire persino sulla pagina di un'azienda vera su un sito di annunci.
  2. Controlla il dominio dell'email. Un recruiter di Acme dovrebbe scrivere da @acme.com, non da @acme-careers.net o @gmail.com. Leggi lettera per lettera: "rn" al posto di "m" è un trucco comune.
  3. Chiama il centralino dell'azienda che trovi sul sito ufficiale e chiedi se quella persona lavora lì e se sta selezionando per quella posizione.
  4. Se è un'agenzia, verifica l'agenzia. Cercala nel registro delle imprese (Secretary of State negli USA, Companies House nel Regno Unito) e controlla che il recruiter compaia sul suo sito. In Italia le agenzie per il lavoro devono essere iscritte all'Albo nazionale delle Agenzie per il lavoro del Ministero del Lavoro, e l'azienda la trovi sul Registro Imprese. La nostra guida su come verificare se un'azienda è affidabile elenca i registri.
  5. Controlla il profilo del recruiter. Cerca un profilo LinkedIn con anni di storia, una verifica del luogo di lavoro, collegamenti reali in azienda e post coerenti con il ruolo.
  6. Chiedi un videocolloquio con qualcuno dell'azienda. L'FBI consiglia di confermare l'identità in videochiamata e di confrontarla con l'eventuale elenco del personale. Un recruiter che rifiuta, o che fa solo "colloqui via chat", è un campanello d'allarme.
  7. Fatti mandare l'offerta per iscritto, su carta intestata e da un'email aziendale, prima di condividere documenti, dati fiscali o bancari.

Una ricerca Contatto di lavoro su Search A-Z può fare parte di questo lavoro al posto tuo. Inserisci nome e cognome del recruiter e il Paese, scegli "Contatto di lavoro" e aggiungi l'azienda e l'email o il telefono che ha usato. Il report indica quanto siamo sicuri che sia la persona giusta, poi mostra lavoro e azienda attuali, esperienze lavorative, profili professionali pubblici, notizie e menzioni sul web ed eventuali segnalazioni pubbliche di truffa o frode. Verifica anche se email e telefono sono reali, il tipo di linea (cellulare, fisso o numero internet/VoIP) e il rischio di frode, e mostra i dati di registrazione dell'azienda. Il recruiter non viene mai avvisato della tua ricerca.

Verificare un recruiter che ti ha contattato va benissimo. Search A-Z non è un'agenzia di informazioni creditizie (consumer reporting agency), quindi i datori di lavoro non devono usarlo per selezionare i candidati. Per le decisioni di assunzione, usa un servizio di screening conforme all'FCRA.

Come verifico se un recruiter su LinkedIn è vero?

Apri il profilo, controlla verifiche e storia, poi conferma la persona direttamente con l'azienda. Da settembre 2025 LinkedIn chiede a chi indica qualifiche da recruiter, come "Recruiter" o "Talent Acquisition Specialist", di verificare il proprio luogo di lavoro, secondo Help Net Security. Un badge di verifica aiuta, ma non fermarti lì: gli account possono essere violati, e i truffatori scrivono anche da fuori LinkedIn fingendosi veri recruiter di LinkedIn.

  • Una verifica del luogo di lavoro per l'azienda che dichiara.
  • Un profilo che esiste da anni (controlla "Informazioni su questo profilo" nel menu "Altro" del profilo).
  • Collegamenti in comune che lavorano davvero in quell'azienda.
  • Nome e foto che corrispondono alla pagina del team dell'azienda o ad altri profili pubblici.
  • Messaggi che restano professionali e non ti spingono su WhatsApp o Telegram.

La nostra guida per riconoscere i profili falsi su LinkedIn approfondisce le foto generate dall'IA e gli altri segnali.

Un falso colloquio di lavoro può installare malware?

Sì. Alcuni falsi recruiter prendono di mira sviluppatori software e chi lavora nel mondo crypto con un test di programmazione o una "correzione" per la videochiamata che installa malware. I ricercatori di sicurezza hanno collegato alla Corea del Nord una campagna chiamata Contagious Interview: The Hacker News ha riportato che società di facciata, presentate come consulenze crypto, pubblicavano offerte su LinkedIn e poi mandavano ai candidati codice che installava malware per rubare password. Ad aprile 2025 l'FBI ha sequestrato il dominio di una di queste società.

Non eseguire mai codice, non installare software e non incollare comandi ricevuti da un recruiter sul tuo computer principale. Se devi fare un test tecnico, usa la piattaforma di selezione dell'azienda, e prima verifica l'azienda.

Quali informazioni puoi dare a un recruiter senza rischi?

Prima di un'offerta scritta, condividi solo quello che c'è nel tuo CV: nome, email, telefono, esperienze e competenze. Tieni per te ciò che interessa ai ladri d'identità finché non hai verificato il datore di lavoro e ricevuto un'offerta scritta.

Puoi condividerlo subitoSolo dopo un'offerta scritta verificata
CV, esperienze, competenzeNumero di Social Security o National Insurance (in Italia, codice fiscale)
Email e telefonoCoordinate bancarie per lo stipendio
Aspettative di stipendioCopia del passaporto o della patente
Referenze (con il loro permesso)Data di nascita e indirizzo di casa per i controlli dei precedenti

Non condividere mai dati della carta, password o codici monouso con un datore di lavoro, in nessuna fase.

Cosa fare se sei stato truffato da un falso recruiter?

Interrompi contatti e pagamenti, proteggi soldi e identità, poi denuncia.

  1. Smetti di pagare. Nessuna commissione sbloccherà "guadagni" o un lavoro.
  2. Chiama subito la banca, l'app di pagamento o l'exchange crypto per bloccare o stornare i pagamenti. Nel Regno Unito, chiama il 159 per contattare la tua banca.
  3. Se hai condiviso un documento o il numero di Social Security, vai su IdentityTheft.gov e valuta il congelamento del credito (credit freeze). Nel Regno Unito, valuta la Protective Registration di Cifas.
  4. Se hai installato qualcosa, scollega il dispositivo, fai una scansione di sicurezza e cambia le password da un altro dispositivo.
  5. Conserva le prove: messaggi, nomi utente, numeri di telefono, siti web, indirizzi dei wallet e ID delle transazioni.
  6. Denuncia. USA: ReportFraud.ftc.gov e ic3.gov. Regno Unito: Report Fraud (0300 123 2040) o Police Scotland al 101, e inoltra gli SMS truffa al 7726. UE: la polizia del tuo Paese. In Italia: fai una segnalazione alla Polizia Postale (commissariatodips.it) e sporgi denuncia. Segnala anche il profilo a LinkedIn o al sito di annunci.
  7. Ignora le offerte di "recupero". Chi promette di farti riavere i soldi in cambio di una commissione sta mettendo in piedi una seconda truffa.

In sintesi

I recruiter veri lavorano attraverso i canali ufficiali dell'azienda, ti fanno un colloquio vero e non ti chiedono mai di pagare. Se un'offerta di lavoro arriva dal nulla, paga molto per poco, o arriva con un assegno o una richiesta di versamento, trattala come una truffa finché non hai verificato azienda e recruiter con contatti trovati da te.

Domande frequenti

Come capisco se un recruiter è affidabile?

Un recruiter affidabile scrive dal dominio aziendale, lavora per un'azienda o un'agenzia che trovi in un registro ufficiale, compare sul sito dell'azienda o su LinkedIn con una verifica del luogo di lavoro, ti fa un colloquio vero e non ti chiede mai di pagare. Chiama il centralino dell'azienda per confermare che lavora lì.

È normale che un recruiter mi scriva su WhatsApp?

Solo dopo che ti sei candidato o ci hai già parlato. Un messaggio WhatsApp o un SMS inatteso che ti offre un lavoro a cui non ti sei mai candidato è il classico inizio di una truffa. La FTC dice che i veri datori di lavoro non ti contattano in quel modo.

Perché un falso recruiter vuole il mio CV?

Per conquistare la tua fiducia, poi raccogliere dati personali come numero di Social Security o codice fiscale, documenti e coordinate bancarie, oppure per trascinarti in una task scam o nella truffa dell'assegno falso. Il CV da solo è poco rischioso. Sono i dati che chiedono dopo a interessare i truffatori.

È una truffa se un lavoro mi chiede di comprare attrezzature?

Sì, se ti mandano un assegno da incassare e usare per pagare il loro fornitore. L'assegno verrà respinto e dovrai restituire i soldi alla banca. I veri datori di lavoro spediscono direttamente l'attrezzatura o ti rimborsano in busta paga.

I recruiter si possono verificare su LinkedIn?

Sì. LinkedIn mostra badge di verifica per identità e luogo di lavoro, e da settembre 2025 chiede a chi ha qualifiche da recruiter di verificare il luogo di lavoro. Il badge aiuta, ma conferma comunque la persona direttamente con l'azienda, perché gli account possono essere violati.

I falsi recruiter fanno videocolloqui?

Alcuni sì, e alcuni usano deepfake. Molti evitano del tutto il video e fanno "colloqui" solo via chat. Un vero videocolloquio con qualcuno che trovi sul sito dell'azienda è un buon segno, ma non sostituisce una telefonata che fai tu all'azienda.

Posso usare una ricerca persone per controllare i candidati?

Non per decidere un'assunzione. I siti di ricerca persone come Search A-Z non sono agenzie di informazioni creditizie (consumer reporting agency) ai sensi dell'FCRA. I datori di lavoro devono usare un servizio di screening conforme all'FCRA e rispettarne le regole sul consenso. Chi cerca lavoro e verifica un recruiter che l'ha contattato fa invece un uso personale, ed è diverso.

Fonti

  1. FBI Internet Crime Complaint Center, 2025 Internet Crime Report
  2. FTC Data Spotlight: perdite per truffe sui social otto volte superiori al 2020 (aprile 2026)
  3. FTC: forte aumento delle perdite per frode segnalate, 12,5 miliardi di dollari nel 2024 (marzo 2025)
  4. FTC Data Spotlight: pagare per essere pagati, le truffe sul lavoro gamificate causano perdite record (dicembre 2024)
  5. Avviso FTC ai consumatori: quell'SMS con un'offerta di lavoro è probabilmente una truffa (aprile 2026)
  6. Avviso FTC ai consumatori: come riconoscere ed evitare le task scam (agosto 2025)
  7. FTC: truffe sul lavoro
  8. FBI IC3 PSA: i truffatori sfruttano i siti di annunci di lavoro (febbraio 2022)
  9. BBB Institute: 2025 BBB Scam Tracker Risk Report
  10. Lloyds Bank: lavori falsi, perdite vere (agosto 2025)
  11. Help Net Security: LinkedIn estende la verifica delle aziende e rende obbligatoria quella del luogo di lavoro (settembre 2025)
  12. The Hacker News: hacker nordcoreani diffondono malware tramite false società crypto (aprile 2025)

I dati sono gli ultimi pubblicati da ciascuna fonte al momento dell’aggiornamento della guida. Le perdite denunciate sono un minimo: la maggior parte delle frodi non viene mai denunciata.